CHI SIAMO - La Vecchia Comuna - Bed and Breakfast in Mantova

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Chi siamo

La struttura

La struttura si colloca in una casa padronale indipendente di inizio '900, posizionata nella prima periferia di Mantova e offre un ambiente confortevole in stanze arredate con cura e semplicità

Tutti i locali del nostro B&B sono stati pensati per fornire al cliente il massimo comfort e la massima tranquillità.

La conduzione è di tipo familiare da quasi un decennio. 


La vicinanza alla città di Mantova (4 Km) e al Parco naturale del Mincio rende la nostra struttura ideale come base per escursioni nel Parco e passeggiate in città, senza al contempo rinunciare alla pace e al verde della campagna.

La Vecchia Comuna é dotata di caffetteria per prime colazioni (comprese nel prezzo della camera) e di un ampio giardino ombreggiato dove potersi rilassare.

Dove siamo

Il territorio

Ci troviamo nella prima periferia a nord - ovest della città, nel Comune di Porto Mantovano. Questa terra condensa la sua storia nel nome "Porto Mantovano": acque che la lambiscono e la attraversano, corti rurali, ville post rinascimentali; tutti elementi che caratterizzano questo territorio. Da sempre integrato con la città alla quale si congiunge per mezzo di un mastodontico argine, un tempo rivestito di mura ed edificato a mulini (per questo denominato Ponte dei Mulini) frutto dell'ingegno di Alberto Pitentino, distrutto dai bombardamenti della guerra 1940 - 1945. I Gonzaga resero il borgo di Porto sempre più efficiente e capace di servire la città, anche come difesa, dotandolo di muraglie e bastioni. A quell'epoca Porto era diviso in tre frazioni: Soave, Favorita e Schiarino oltre al "Borgo di Porto", oggi Cittadella.

Caduta la dinastia dei Gonzaga, Maria Teresa d'Austria provvide a rimettere in sesto sia la fortezza di Porto, sia il sistema di irrigazione a canali generati dalla Fossa di Pozzolo; ordinò la stesura di un primo catasto che fotografasse con precisione anche la situazione agricola, idrografica ed edilizia; concesse la frammentazione dei beni gonzagheschi in fondi minori e lasciò cadere nel nulla il progetto curato da Paolo Pozzo di trasformare la splendida villa Favorita in ospedale.
In seguito Napoleone usò il territorio e la Favorita con le sue armate facendone la roccaforte del suo assedio alla città, finito con la capitolazione firmata nelle sale del palazzo Schiarino Manara.
Alla fine dell'ottocento ritornò la dominazione austriaca che vide il realizzarsi i collegamenti ferroviari (S. Antonio - Vienna).
Il territorio venne in seguito unito al Regno d'Italia nel 1866 e sempre meglio collegato al resto della nazione.

 
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